
La transizione energetica locale sta vivendo una fase di forte accelerazione in Italia, ma per essere davvero efficace ha bisogno di poggiare su basi solide fatte di trasparenza, inclusione e sostenibilità concreta. In questo scenario di grande cambiamento, Fondazione Sinergia consolida il proprio ruolo istituzionale: in qualità di membro del gruppo di lavoro TENVAL presso il CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro), la Fondazione collabora alla definizione di un Codice Etico nazionale di settore dedicato alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). L’obiettivo è chiaro: fornire a cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni uno strumento di orientamento capace di valorizzare le CER autentiche e bloccare sul nascere potenziali fenomeni di speculazione.
Perché serve un Codice Etico per le CER?
L’esigenza di questo strumento è emersa con forza durante le audizioni promosse dal CNEL a Roma. Con la rapida diffusione delle comunità energetiche sul territorio nazionale, è diventato prioritario rafforzare il quadro di governance e affidabilità del modello. Il Codice Etico servirà a tracciare una linea netta di distinzione:
- Le CER reali: configurazioni realmente operative, partecipate e create per generare benefici ambientali, economici e sociali per i territori.
- Le CER di comodo strutture formalmente costituite ma orientate prevalentemente all’accesso speculativo ai contributi a fondo perduto del PNRR.
A questo proposito, Lucio Brignoli, membro del comitato istituito presso il CNEL, ha sottolineato: “Le CER possono essere uno straordinario strumento di transizione energetica solo se restano fedeli alla loro natura originaria di comunità locale, partecipata e solidale. Con l’esperienza maturata vogliamo individuare dei criteri semplici e aperti che aiutino famiglie e piccole imprese a orientarsi tra ciò che genera valore per i territori da ciò che rischia di essere solo un nome, un espediente di greenwashing per attività commerciali”.

Oltre la burocrazia: le sfide aperte del settore
Il confronto tra istituzioni, enti tecnici e rappresentanti del settore energetico ha permesso di accendere i riflettori anche su diversi nodi regolatori e infrastrutturali che richiedono una gestione lungimirante:
- Il quadro normativo e i vincoli tecnici: restano aperti i dibattiti sull’ammissibilità degli impianti preesistenti, sulle regole di governance e sui limiti infrastrutturali legati alle cabine primarie.
- Una visione a lungo termine: gli attori del settore concordano sul fatto che l’attuale orizzonte temporale fissato al 2027 sia insufficiente per accompagnare investimenti strutturali e strategie territoriali di medio-lungo periodo.
- I dati come leva strategica: le CER non vanno intese solo come infrastrutture energetiche, ma come veri e propri sistemi territoriali complessi. In quest’ottica, la gestione e la valorizzazione dei dati diventano fondamentali per sviluppare nuovi servizi energetici e sociali.
Verso una transizione energetica inclusiva
L’impegno di Fondazione Sinergia rappresenta un passo avanti cruciale per dare chiarezza e credibilità al modello delle Comunità Energetiche Rinnovabili in Italia. La costruzione di un profondo rapporto di fiducia tra cittadini, imprese ed enti pubblici è centrale nel panorama della transizione. Solo garantendo la trasparenza e la partecipazione di tutti, inclusi i soggetti socio-economicamente più deboli, sarà possibile evitare lo scetticismo e i sintomi di rigetto che a volte emergono nel dibattito pubblico, trasformando la transizione energetica in un’opportunità collettiva e solidale.
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Sei una pubblica amministrazione, un’impresa o un promotore locale e vuoi sviluppare un progetto di Comunità Energetica Rinnovabile basato su criteri di trasparenza, etica e reale valore per il territorio? La squadra di Fondazione Sinergia è a disposizione per offrire orientamento strategico, supporto normativo e competenze tecniche. Contattaci oggi stesso per ricevere informazioni o avviare una collaborazione.
